Neuromarketing applicato agli stand fieristici

Avete mai sentito parlare di neuromarketing? La parola potrebbe sembrare un po’ curiosa, tanto da ricordare alcune delle filosofie new age che si sono fatte strada negli ultimi tempi.

In realtà questa branca del marketing rappresenta una strategia di grande dignità, accreditata da alcuni dei più grandi imprenditori al mondo.

Se pensiamo al processo di compravendita possiamo già riconoscere alcune delle più raffinate tecniche di neuromarketing, ma il più delle volte le mettiamo in pratica senza averne neanche la consapevolezza.

Che cos’è la vendita?

Riflettiamoci insieme: nella maggior parte dei casi quello che vendiamo non è mai realmente un prodotto o un servizio, ma l’idea che ad essi si accompagna.

Un venditore mette sul mercato l’idea di un prodotto, l’idea di un servizio.

Ciò sottintende l’assunto che a spingere all’acquisto siano le sensazioni, i desideri, le emozioni e quasi mai scelte ben ragionate.

Iniziando a ragionare secondo quest’ottica avrai già appreso parte dell’insegnamento, che però merita più ampio respiro.

Neuromarketing: una definizione

Il neuromarketing è la perfetta fusione tra il marketing e la neuroscienza, pertanto ciò che approfondisce sono le repliche del cervello agli stimoli delle strategie di vendita.

Questa disciplina nasce quindi già nel campo dell’economia e nel corso del tempo riesce a raggiungere sempre più consensi da parte di esperti e imprenditori.

Ad oggi le soluzioni proposte da questa materia trovano sempre più spazio all’interno di fiere ed eventi. Ecco perché abbiamo deciso di parlartene e di illustrarti come inserirla nel tuo piano d’azione da espositore.

Il neuromarketing in fiere ed eventi

Sono tanti i vantaggi che si possono ottenere da questa precisa strategia d’azione, specie se applicata al mondo di fiere ed eventi.

Come abbiamo detto, parte delle tecniche offerte da questa materia di studio sono già abbondantemente presenti nelle strategie di vendita tradizionale; il neuromarketing però le contestualizza e approfondisce, portando ad un risultato ottimale.

Tecniche e benefici del neuromarketing

Diversi sono i modi per portare il neuromarketing in fiera. Quello più efficace è senz’altro il guidare la mostra con l’aiuto di diversi elementi sensoriali e caricare l’allestimento di questi.

Gli elementi visivi sono sicuramente quelli più efficaci: illuminazione, colori e grafiche possono molto se si cerca di instaurare un dialogo empatico con il visitatore. Gli slogan, ne sono un esempio: quante volte ti sei trascinato in uno shop solo perché colpito da una frase ad effetto?

I profumi invece sono ottimi per rievocare ricordi e sensazioni. Se quello che vuoi vendere è un viaggio in Oriente, ad esempio, usare incensi di frangipani potrebbe essere una buona idea.

Molto utile può tornare anche la musica, soprattutto se si intende favorire il comfort del cliente e prolungare la sua permanenza allo stand.

Tutte queste componenti si son rivelate efficaci nel tentativo di lasciar familiarizzare il cliente con l’azienda. Odori, colori e suoni possono favorire il processo di memorizzazione attraverso l’associazione mentale. Sarà per te molto semplice dunque, attraverso il neuromarketing, fissare nella testa del tuo potenziale cliente una prima buona impressione.